MURIDI- RODITORI

TOPI DI FOGNE

(Rattus Norvegicus)

Quando si parla di ratti, ci si riferisce in realtà ad un ampio gruppo di specie, due sole delle quali sono presenti in Italia, il ratto nero (Rattus rattus) e il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus).  Il primo è un eccellente arrampicatore, è legato alla vegetazione arborea e arbustiva, presenta una morfologia più agile, con coda lunga e orecchie sviluppate. Il secondo presenta, invece, peso e dimensioni superiori, orecchie e coda meno sviluppati, ed è diffuso soprattutto nelle fogne e sulle rive dei corsi d’acqua urbani.
Al genere Rattus appartengono roditori di medie e grandi dimensioni.
Il corpo è solitamente compatto. La pelliccia è ruvida, spesso cosparsa di peli semi-spinosi. I piedi sono lunghi e sottili, tipici delle specie terricole. Le tre dita centrali sono uguali tra loro in lunghezza, il quinto raggiunge la base del quarto, mentre l’alluce è solitamente più corto del quinto dito. I cuscinetti sono 5 sul palmo delle mani e 6 sulle piante dei piedi. Le zampe anteriori hanno il terzo e il quarto dito più lunghi. La coda è generalmente più lunga della testa e del corpo, scarsamente ricoperta di peli e rivestita di scaglie disposte ad anelli sovrapposti. Le orecchie sono di proporzioni normali.

La convivenza dei ratti con l’uomo può essere molto problematica. Il ratto è un animale estremamente prolifico, e in assenza di predatori può giungere rapidamente alla sovrappopolazione. Essendo un onnivoro può causare danni alle coltivazioni, a riserve alimentari come magazzini o dispense; ma può anche causare danni di altri genere infatti è noto che i ratti spesso danneggiano i cavi elettrici masticandoli. Da questo punto di vista, i ratti non si distinguono in modo sostanziale da altri roditori. Nella percezione comune, il principale pericolo associato ai ratti è legato all’igiene. Un ratto selvatico, che vive nelle fogne, può essere affetto da oltre 30 malattie trasmissibili all’uomo, inclusi il tifo e la peste bubbonica, e la febbre da morso di ratto. L’idea che i ratti possano “contaminare” l’uomo o l’ambiente è anche legata al fatto che, in contesti urbani e suburbani, sono spesso abitatori di fognature e depositi di rifiuti. A dispetto di questi luoghi comuni, il ratto, in natura, è generalmente un animale estremamente robusto e sano, molto pulito se vive in un ambiente che lo permetta e quindi lontano dalle fogne.

Come prevenire le infestazioni?

I ratti, così come i topi, per sopravvivere e riprodursi hanno bisogno di due fattori fondamentali: cibo e ricovero. Tenuto conto delle loro dimensioni, le risorse devono essere presenti in delle buone quantità, senza i quali le popolazioni non riescono a stabilirsi e la loro presenza, dunque, risulta occasionale. Quindi, nei dintorni delle case vanno evitate le dispersioni di cibo, per esempio quelle che si creano quando si alimentano animali domestici come i gatti, così come gli accumuli di rifiuti, anche se in sacchetti, come quelli che si registrano fuori dai cassonetti. Anche la presenza di vegetazione può fornire opportunità alimentari e, allo stesso tempo, anche di ricovero. L’erba va tenuta bassa, i cespugli devono essere potati evitando quelli a portamento strisciante, almeno nelle vicinanze dell’edificio. Nei giardini, le compostiere possono ospitare i nidi dei topi e quindi vanno movimentate spesso. Vanno anche evitati gli accumuli di oggetti lungo le pareti degli edifici.
Nel caso degli esercizi pubblici come i bar, ristoranti, negozi ecc.., è bene verificare la tenuta delle porte, considerando che i topi e/o i ratti possono passare in fessure di 6 mm di altezza.

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