INSETTI VOLANTI

CALABRONI – PALERMO

(Vespa crabro Linnaeus)

Il calabrone (Vespa crabro) è certamente una delle specie animali più temute e perseguitate del nostro paese. In realtà la sua fama è largamente immeritata e, nonostante le dimensioni e il ronzio inquietante, si tratta di un insetto del tutto pacifico che interferisce molto raramente con l’uomo. Infatti non viene attratto dai cibi, e non infastidisce quando si mangia all’aperto o nei luoghi ove si trattano alimenti. Inoltre, non entra quasi mai nei locali abitati, eccetto talvolta in primavera, quando le regine sono in cerca di un luogo adatto alla costruzione del nido. Essendo instancabili predatori, da adulti si cibano di alimenti come nettare, linfa, frutti maturi, ecc.., mentre alimentano le regine e le larve solo con prede vive, i calabroni possono essere considerati utili per la grande quantità di insetti molesti che eliminano, in particolare catturano, mosche, bruchi, cavallette, altre vespe ed api. 

Il calabrone è il più grosso Vespide che vive in Sicilia.
Insetto prevalentemente carnivoro, predatore di altri insetti tra cui diverse altre specie di vespe e di api. Non disdegna però la pola della frutta e i nettari zuccherini e ciò contribuisce a spiegare la sua sgradita diffusione in aree agricole. I calabroni realizzano i loro nidi di carta utilizzando fibre vegetali impestate con saliva.
Il calabrone è oggetto di continue distruzioni dei nidi, talvolta necessarie, e quindi si presenta come una specie potenzialmente a rischio.
Come molti altri tipi di vespe, i calabroni recano ingenti danni alle coltivazioni frutticole, come pere, mele, prugne e uve. Una colonia di calabroni può compromettere l’intera produzione di un melo in poco tempo, spesso escavando solo la parte più matura del frutto per poi passare ad attaccarne un altro.
I calabroni europei sono onnivori e come tali mangiano diverse altre specie di insetti molti dei quali sono considerati infestanti.

Il calabrone, pur tendendo a non attaccare naturalmente l’uomo, può rappresentare in molti casi una minaccia concreta. L’insetto, in caso di puntura, riesce ad iniettare nel corpo dell’uomo solo una dose minima di veleno che sarebbe fatale per altri insetti, ma nell’uomo non comporta particolari problemi, a meno che a casa di allergia o ipersensibilizzazione non si verifichi una pericolosa reazione anafilattica. Una situazione di pericolo si presenta se il numero di punture è superiore ad una, a causa del maggiore quantitativo di veleno entrato in circolo. In questi casi, il veleno del calabrone interferisce con il corretto funzionamento delle vie respiratorie, causando affanno o soffocamento.

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